Dalla Vita alla Morte, dalla Morte alla Vita

Argomenti

Autore
Tesina di Fabio Novelli
a.a. 2002/2003
Liceo Scientifico Rosetti
San Benedetto del Tronto


Vladimir Vladimirovic Majakovskij

Vita (Bagdadi 1893 – Mosca 1930)
Figlio di un nobile decaduto ridotto a lavorare come ispettore forestale, lasciò la sua città nativa nel 1906, anno in cui si trasferì a Mosca per continuare gli studi. Iscritto al partito bolscevico, fu arrestato 3 volte. Nel 1911 entrò nella scuola di pittura scultura ed architettura di Mosca, dalla quale fu espulso per la sua appartenenza al gruppo dei cubofuturisti nel 1914. Il suo primo libro “Io !” apparve nel 1913, nel dicembre dello stesso anno interpretò a Pietroburgo la propria tragedia “Vladimir Majakovskij”. Subito dopo la rivoluzione d’ottobre (1917), accolta con entusiasmo, fu membro dell’IZO (commissariato per l’educazione pubblica), ed in seguito lavorò per la ROSTA (l’agenzia telegrafica russa). Nel 1923 organizzò il “LEF” (fronte di sinistra delle arti) che raggruppò gli artisti vicini al futurismo, e pubblicò la rivista omonima. La campagna condotta contro li lui dalla critica di partito, le delusioni politiche e motivi amorosi (innamoratosi di Lilja Brik moglie dell’amico fraterno Osip Brik, inizierà un devastante rapporto a tre con l’accondiscendenza dello stesso Brik) lo spinsero al suicidio: si tolse la vita con un colpo di rivoltella al cuore il 14 aprile del 1930.

Produzione
Delle numerose composizioni ricordiamo quelle in cui è più evidenziato il tema della resurrezione.
1) “Di questo”, poema (1923)
Alcuni passi:
“[…] rifulgente
si leva sui secoli
il laboratorio delle resurrezioni umane.
Eccolo,
il placido chimico,
dalla fronte spaziosa,
che si acciglia intorno all’esperimento.
Nel libro
Tutta la terra
ricerca un cognome.
Ventesimo secolo.
Chi resuscitare?
< Majakovskij…
meglio un tipo più brillante.
Non era poi gran che bello, quel poeta. >
Io allora
griderò
da questa pagina d’oggi:
< Non sfogliare più oltre!
Fammi risuscitare! >.”
“Risuscitami,
non foss’altro perché
da poeta
t’ho atteso,
ripudiando le assurdità d’ogni giorno!
Risuscitami,
anche solo per questo!
Risuscitami:
voglio vivere tutta la mia vita!”
La rinascita per Majakovskij poco ha a che fare con la resurrezione cristiana, non è il dio creatore che risveglia i morti ma l’uomo del futuro che, con le sue poderose tecnologie (“… il laboratorio delle resurrezioni umane…”) deve solamente scegliere chi riportare in vita (“…nel libro Tutta la terra ricerca un cognome…”).
2) “Bene !”, poema (1927)
Documentario sui fatti del 1917 in cui spunti personali si intrecciano agli avvenimenti storici. Il poeta ha, a tratti, squarci di angoscia ed insicurezza. In uno di questi momenti di depressione ha la visione della propria morte, riscattata dalla fede nella resurrezione.
3)”La cimice”, commedia (1928)
La storia è quella dell’operaio Prisypkin che vuole elevarsi socialmente: abbandona l’innamorata e si fidanza con la figlia di una parrucchiera. Alla festa di nozze tutti muoiono in un incendio, eccetto Prisypkin che, congelato dai getti d’acqua dei pompieri, è ritrovato cinquanta anni dopo in una lastra di ghiaccio e riportato in vita dall’Istituto di rianimazione. Nel mondo asettico e cristallino del futuro è una gioia per lo spaesato Prisypkin ritrovarsi una cimice nel colletto ed ubriacarsi. Quando la cimice viene portata allo zoo, Prisypkin chiede ed ottiene di seguire in gabbia l’amato insetto. Ad una folla attonita il direttore dello zoo mostra i due parassiti.